Cleo (Bambole di Pezza), tattoo di Conti fatto perché la mia vita ora è cambiata
"La mia famiglia ha affrontato una crisi economica e i miei soldi non bastavano più"
L'aveva promesso e l'ha fatto. Cleo, frontwoman delle Bambole di Pezza, dopo la partecipazione al festival di Sanremo si è tatuata il volto di Carlo Conti su un braccio. E sulla sua pagina Instagram spiega il perché. "Per il meme? Sì, ma neanche troppo. Tutti i tatuaggi che ho, quando li guardo, mi mettono di buon umore e questo è uno di quelli. Chi mi conosce da vicino sa quanto sono stati difficili questi anni per me: ho rinunciato all'idea di avere un piano B e questo mi ha creato non pochi problemi e pensieri", racconta nel lungo post la cantante, rivelando che dietro l'inchiostro sulla pelle c'è una storia personale di sacrifici e difficoltà. "Ho messo da parte l'idea di andare all'università, iniziando a lavorare come babysitter perché era l'unico lavoro che mi permettesse di concentrarmi al 100% sul mio percorso musicale con solo un diploma in liceo artistico. Non guadagnavo molto e c'è stato un periodo in cui la mia famiglia ha affrontato una crisi economica e i miei soldi non bastavano più. Il sostentamento primario era ufficialmente diventato una mia grande preoccupazione, arrivando a mangiare il sugo col cucchiaio perché mancava la pasta. Avevo paura per il mio futuro, perché se non fosse andato bene il mio piano A, non avevo nessun curriculum e nessun gruzzolo da parte per poter costruire qualcosa di mio", ha scritto Cleo, ripercorrendo anni difficili per lei. "Mi sono ritrovata a quasi 30 anni in una situazione che di solito vivono gli adolescenti. Il piano A era la band, quindi capirete le mie paure". Serviva l'occasione giusta, che è arrivata con Sanremo. "Carlo Conti ha letteralmente cambiato la mia vita, mi ha dato quell'opportunità che ha avverato i miei sogni per cui ho lavorato e sofferto da quando ero piccola. So che il successo non è eterno, a volte ti sfugge dalle mani, però per ora voglio vivere il momento. Non ho più paura per il mio futuro, di rimanere senza niente, senza soldi, senza casa, magari dipendente da un uomo, per poi maledire le mie scelte di vita. Ora so di aver fatto la scelta giusta e nulla mi rende più orgogliosa del mio percorso, perché alla fine avevo ragione io: ne è valsa la pena", rivendica. E il tatuaggio è la rappresentazione di tutto questo: "Non ero una fannullona, tutt'altro: ero una donna che lavorava il triplo rispetto a una persona normale senza avere nemmeno la tranquillità economica, mentre i risultati sembravano sempre più lontani da me. Ora quei risultati li ho stampati sul braccio".
B.Ali--CdE
