Courier de l'Égypte - Dal primo satellite italiano alla Luna, 100 anni di Scuola di Ingegneria Aerospaziale

Dal primo satellite italiano alla Luna, 100 anni di Scuola di Ingegneria Aerospaziale
Dal primo satellite italiano alla Luna, 100 anni di Scuola di Ingegneria Aerospaziale

Dal primo satellite italiano alla Luna, 100 anni di Scuola di Ingegneria Aerospaziale

Della Sapienza, docenti e studenti che hanno concepito il futuro dello spazio italiano

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Dal dirigibile Numero 1 al programma San Marco che portò l'Italia a essere la terza nazione al mondo a mettere un proprio satellite in orbita, fino agli innovativi chip-on-lab per monitorare la salute degli astronauti e le missioni verso Luna e Marte: si celebrano i 100 anni della Scuola di Ingegneria Aerospaziale (Sia) della Sapienza Università di Roma, un istituto che negli anni ha formato centinaia di studenti e esperti del settore a partire da Gaetano Arturo Crocco e Luigi Broglio. "100 anni che hanno scritto la storia dell'esplorazione spaziale italiana e non solo, dove grandi menti, professori e studenti, hanno concepito il futuro", ha detto all'ANSA Paolo Teofilatto, preside della Sia e che ha raccolto il testimone da alcuni dei grandi padri dello spazio italiano. Tra questi Luigi Broglio, che sviluppò il programma San Marco e che nel 1964 mise in orbita il primo satellite, fino a Gaetano Arturo Crocco che ancor prima dei voli spaziali ideò il concetto di fionda gravitazionale usato ancora oggi per le missioni interplanetarie. "Il Centenario vuole essere una riflessione sul futuro e sul ruolo che le nuove generazioni saranno chiamate a svolgere", ha aggiunto Teofilatto. E' stato un lavoro continuo, come dimostrano i numeri, a partire dal numero record di microsatelliti sviluppati a messi in orbita dagli studenti: ben 15 in appena 20 anni. Negli ultimi dieci anni, inoltre, la Sia ha raccolto oltre 26 milioni di euro in finanziamenti per la ricerca e formato oltre 200 laureati, con una forte attrattività internazionale. "Il nostro è un corso di laurea ad ordinamento speciale una particolarità nel panorama universitario italiano, poco coosciuto ma di grande successo", ha sottolineato Teofilatto. Corsi che ora puntano alle nuove frontiere della ricerca aerospaziale come le biotecnologie dei lab-on-chip, mini dispositivi per analisi mediche ideati per le future missioni umane, fino all'IA integrata ai satelliti.

V.Sherif--CdE