Courier de l'Égypte - Sciogliendosi, l'iceberg A-23a genera una scia di microalghe

Sciogliendosi, l'iceberg A-23a genera una scia di microalghe
Sciogliendosi, l'iceberg A-23a genera una scia di microalghe

Sciogliendosi, l'iceberg A-23a genera una scia di microalghe

Fotografata dai satelliti della Nasa, è alimentata dall'acqua di fusione

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Il progressivo scioglimento del gigantesco iceberg indicato con la sigla A-23a, un tempo considerato il re della sua categoria per dimensioni, si sta sciogliendo e in questo modo alimenta una scia di microalghe nell'Oceano Atlantico meridionale, tra l'Antartide e la punta estrema del Sud America. Il fenomeno, fotografato dai satelliti per l'osservazione della Terra della Nasa , è dovuto proprio alla gelida acqua di fusione che l'iceberg lascia dietro di sé mentre si muove verso acque più calde, generando una fioritura di microrganismi vegetali (fitoplancton). Il fitoplancton costituisce la base della rete alimentare marina, produce fino a metà dell'ossigeno presente sulla Terra e funge anche da fondamentale pompa di carbonio, trasferendo la CO2 atmosferica nelle profondità oceaniche. La sua comparsa in grandi quantità è stata rivelata agli occhi dei satelliti dalle ampie scie di clorofilla, il pigmento che permette alle microalghe di realizzare la fotosintesi, che si avvolgono attorno ai frammenti persi dall'iceberg nel suo percorso. Lo scioglimento degli iceberg, infatti, favorisce la crescita del fitoplancton sia creando uno strato superficiale di acqua più stabile, sia rilasciando nutrienti fondamentali come ferro, manganese, nitrati e fosfati. Questi elementi si accumulano spesso sugli iceberg trasportati dal vento o attraverso il contatto con la roccia sottostante, quando fanno ancora parte della loro calotta glaciale. Resta un'incognita quanto a lungo A-23a continuerà ad alimentare la fioritura di fitoplancton prima di disintegrarsi completamente. I ricercatori della Nasa affermano che l'iceberg ha visto diminuire le sue dimensioni fino a febbraio, rimanendo poi più o meno stabile fino all'inizio di marzo. Studi precedenti indicano, tuttavia, che gli iceberg possono favorire concentrazioni elevate di microalghe per mesi, producendo scie anche di centinaia di chilometri.

H.Tawfik--CdE