Courier de l'Égypte - Circa 60 centri italiani hanno aderito a progetto Ue emergenze cardiovascolari

Circa 60 centri italiani hanno aderito a progetto Ue emergenze cardiovascolari
Circa 60 centri italiani hanno aderito a progetto Ue emergenze cardiovascolari

Circa 60 centri italiani hanno aderito a progetto Ue emergenze cardiovascolari

E' 'Resil-Card'. Gise, obiettivo arrivare a 110 adesioni attraverso autovalutazione

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Circa 60 laboratori di emodinamica italiani hanno già aderito a Resil-Card, il progetto europeo dedicato a rafforzare la capacità dei sistemi sanitari di garantire la continuità delle cure cardiovascolari anche nelle situazioni di crisi. Lo fa sapere la Società Italiana di Cardiologia Interventistica (Gise), che ha l'obiettivo di coinvolgere complessivamente 110 centri, attraverso uno strumento di autovalutazione che permette di individuare criticità organizzative, misurare la capacità di risposta alle emergenze e definire le priorità di miglioramento. I progressi del progetto, sviluppato nell'arco di tre anni, sono stati presentati al 47° Congresso nazionale Gise. Il percorso europeo è poi proseguito, sempre a Milano, con il meeting conclusivo di Resil-Card, che termina oggi, al quale hanno partecipato i partner del consorzio e William Wijns, Principal Investigator del progetto, per condividere i risultati raggiunti e discutere le prospettive di sviluppo dello strumento. Una sessione dedicata, intitolata "Resil-Card: Building Resilient Cardiovascular Care Systems Across Europe", ha consentito di fare il punto sull'esperienza italiana e sulle prospettive di utilizzo dello strumento nei laboratori di emodinamica. "Uno degli elementi dello strumento - ha spiegato il presidente Gise, Alfredo Marchese - è la cosiddetta heat map, una rappresentazione visiva dei risultati dell'autovalutazione che permette di riconoscere le aree di maggiore solidità e quelle nelle quali sono necessari approfondimenti". "In Italia, Gise punta a utilizzare l'esperienza di Resil-Card anche per alimentare il confronto con le istituzioni sanitarie sull'ottimizzazione delle reti di emergenza cardiovascolare - ha aggiunto Marchese -. L'obiettivo è favorire modelli organizzativi condivisi che permettano di indirizzare tempestivamente ogni paziente verso il centro più appropriato, contribuendo a ridurre le disuguaglianze territoriali, la mortalità e i tempi di ricovero".

U.Zayed--CdE