Courier de l'Égypte - Un catetere per sostituire la valvola invece dell'intervento a cuore aperto

Un catetere per sostituire la valvola invece dell'intervento a cuore aperto

Un catetere per sostituire la valvola invece dell'intervento a cuore aperto

'Tavi' potrebbe essere eseguita anche in ospedali privi di cardiochirurgia

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Un piccolo catetere, inserito attraverso un'arteria della gamba, al posto di un intervento che fino a pochi anni fa richiedeva l'apertura del torace e l'arresto del cuore. È la Tavi (impianto transcatetere di valvola aortica), una delle innovazioni più significative dell'emodinamica interventistica degli ultimi due decenni. La fattibilità della procedura presso strutture ospedaliere prive della cardiochirurgia è stata dimostrata dallo studio Tavi at Home, promosso dall'Ausl Romagna e condotto nei laboratori di emodinamica di Forlì, Ravenna e Rimini. Su questa stessa linea, il trial randomizzato multicentrico Tracs (Transcatheter Aortic Valve Implantation with or without On-Site Cardiac Surgery), punta a fornire evidenze più solide, confrontando direttamente i risultati clinici tra centri con e senza cardiochirurgia in sede. Se questi studi confermeranno la sicurezza della procedura anche in assenza di un reparto cardiochirurgico dedicato, l'accesso alle procedure di Tavi potrebbe ampliarsi significativamente, riducendo i tempi delle liste di attesa e avvicinando la cura ai territori, purché affidata a mani esperte e in ambienti adeguatamente strutturati. Proprio questa prospettiva sarà al centro della discussione del congresso Tivoli Cuore, in programma il 18 settembre nella località laziale, dove si incontreranno le massime autorità sanitarie locali e nazionali. La valvola aortica regola il flusso di sangue dal cuore verso il resto del corpo. Con l'invecchiamento i suoi lembi possono calcificarsi e irrigidirsi, restringendo il passaggio del sangue: è la stenosi aortica, la valvulopatia più frequente nella popolazione anziana. L'intervento si svolge in sala di emodinamica, generalmente in anestesia locale. Il cardiologo interventista introduce un catetere, nella maggior parte dei casi attraverso l'arteria femorale, fino alla valvola aortica nativa, sotto controllo radioscopico ed ecocardiografico. La nuova valvola protesica, una volta rilasciata correttamente, si ancora al tessuto circostante, spingendo verso l'esterno i lembi calcifici originari e iniziando immediatamente a funzionare. Rispetto alla chirurgia tradizionale, la Tavi comporta tempi di degenza più brevi, spesso di pochi giorni, e un recupero funzionale più rapido. Attualmente, in Italia, la procedura può essere eseguita esclusivamente in strutture ospedaliere dotate di cardiochirurgia in sede.

A.Karim--CdE