Stress cronico e alterazioni del sonno aumentano il rischio di ictus
Apnea notturna, sonno breve o eccessivo e sonnolenza diurna fattori critici
Le persone esposte a stress cronico e alterazioni del sonno, sia notturno che diurno, presentano una maggiore incidenza di ipertensione e di eventi cardiovascolari, due dei principali fattori di rischio per l'ictus cerebrale. Lo indica l'Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale, A.L.I.Ce. Italia Odv, in vista della Settimana Mondiale del Cervello (15- 22 marzo). "Lo stress cronico non va considerato solo come un problema emotivo o psicologico", osserva Valeria Caso, responsabile della struttura complessa U.O. Neurologia Stroke Unit Polo Ospedaliero di Saronno. "È uno stimolo biologico persistente che - prosegue - nel tempo, modifica l'equilibrio cardiovascolare. Quando questi meccanismi restano alterati a lungo, il rischio di eventi cerebrovascolari, come l'ictus, aumenta in modo significativo". Anche la qualità del sonno riveste un ruolo fondamentale: dormire meno di 5-6 ore per notte o più di 8-9 ore è associato a un aumento del rischio di ictus. Un ruolo rilevante è svolto dall'apnea ostruttiva del sonno: le ripetute pause respiratorie notturne causano ipossia intermittente e, allo stesso tempo, brusche oscillazioni della pressione arteriosa, contribuendo a un danno vascolare progressivo. Le persone con apnea ostruttiva del sonno presentano un rischio di ictus circa doppio rispetto a chi non ne soffre. Accanto al sonno notturno, la ricerca si sta concentrando anche sul sonno diurno, in modo particolare sulle pennichelle lunghe e non intenzionali. Uno studio pubblicato sulla rivista Sleep Medicine Reviews, che ha coinvolto oltre 600mila persone (di cui circa 16.000 andate incontro a ictus), ha evidenziato che i riposini superiori ai 90 minuti sono associati a un aumento del rischio fino a circa l'80% rispetto a chi non dorme di giorno, mentre i sonnellini non programmati e involontari sono associati a un rischio ancora più elevato. "E' necessario riconoscere come la sonnolenza diurna frequente e non voluta possa essere un segnale di un sonno notturno non ristoratore o di disturbi come l'apnea ostruttiva del sonno, che sappiamo aumentare il rischio di ictus", dichiara Massimo Del Sette, direttore U.o.c. Neurologia del Policlinico San Martino di Genova. L'ictus arriva all'improvviso, ma il rischio si costruisce spesso molto prima. "Imparare ad ascoltare segnali apparentemente banali come la stanchezza persistente o la tendenza ad addormentarsi durante il giorno, significa fare prevenzione", conclude Andrea Vianello, presidente di A.L.I.Ce. Italia Odv.
M.Hady--CdE