Borsa: Europa incerta con le tensioni geopolitiche, Milano la peggiore
Future Usa e dollaro in calo con i timori su Trump, volano oro e argento
Borse europee incerte a metà seduta con Parigi piatta, Londra in rialzo dello 0,2%, Francoforte dello 0,1% mentre Milano, fanalino di coda, arretra dello 0,5%. Le letture flash degli indici pmi di gennaio - con la Germania che cresce più delle attese, la Francia che delude e l'Eurozona sottotono - non muovono troppo le Borse, reduci dallo spavento, fortunatamente rientrato, per le minacce di Trump di nuovi dazi all'Europa. Non contribuisce a risollevare l'umore dei listini l'andamento dei future su Wall Street, con il Nasdaq che cede lo 0,44% e l'S&P lo 0,28% in un clima di disaffezione da parte degli investitori nei confronti degli asset Usa, maggiormente soggetti all'imprevedibilità di Trump. Per il dollaro, oggi poco mosso, si prospetta la peggior settimana da sette mesi a questa parte, in scia alle tensioni sulla Groenlandia e la Fed. L'avversione al rischio e il calo del biglietto verde contribuiscono alla corsa dei metalli preziosi, con l'oro che avanza dell'1,9% a 4.920 dollari all'oncia dopo essersi avvicinato a quota 5.000 e l'argento che vola del 4,8% a 98,25 dollari. A Piazza Affari soffrono Nexi (-1,9%), in scia alle indiscrezioni che vedono il cfo Mingrone in uscita verso la guida di Tinexta, Tim (-1,6%), Campari (-1,5%) e Mps (-1,4%), con il cda che si è ritagliato una settimana di tempo per mettere a punto il regolamento della lista del cda. Male anche Hera (-1,4%), Stellantis (-1,4%) e Cucinelli (-1,4%) mentre si muovono in controtendenza Saipem (+3,7%), Fincantieri (+2,3%) ed Eni (+1,1%). Sulle Borse europee debutto brillante per il gruppo della difesa ceco Csg (+26%) nella prima grande ipo dell'anno. A livello settoriale tengono l'energia (+1%) e la salute (+0,2%) mentre guidano i ribassi i semiconduttori (-1,6%), che scontano il tonfo di Intel nel pre-market (-13%) per effetto delle difficoltà di produzione di chip.
E.Ibrahim--CdE